La composizione negoziata della crisi d’impresa rappresenta, senza dubbio, una delle principali novità introdotte dal codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (l’istituto è attivo dal 15 novembre 2021). Si tratta di un percorso legale, di natura stragiudiziale, che può essere attivato da tutti gli imprenditori che si trovano in una situazione di crisi oppure «anche soltanto in condizioni di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario che ne rendono probabile la crisi» (cfr. art. 12 del codice della crisi). L’accesso alla composizione negoziata è consentito anche in situazioni di insolvenza, purché quest’ultima sia reversibile. La composizione negoziata, ispirata alle esigenze dell’allerta, consente quindi all’imprenditore di intraprendere un percorso guidato e protetto di contrattazione con i propri creditori, percorso che può portare all’adozione di uno strumento di ristrutturazione. Secondo i dati dell’osservatorio sulla crisi d’impresa, realizzato da Unioncamere, tra il 2021 e il 2024 si è avuta un’impennata di questo nuovo istituto (v. grafico sotto)
Alla data del 15 maggio 2024 le istanze complessive, depositate a partire dal 2021, sono pari a 1.450, vale a dire 413 in più rispetto a quelle censite nell’osservatorio semestrale di novembre 2023, con una crescita incrementale rispetto al semestre precedente (maggio 2023/ novembre 2023) di oltre il 50%. Nel primo semestre 2024 si sono registrate ben 476 procedure aperte, contro le 594 procedure aperte nel 2023 (v. grafico sotto)
Sul totale delle 1.450 istanze finora presentate, 153 risultano archiviate con esito positivo, ovvero con l’adozione di uno strumento di ristrutturazione (v. grafico sotto)
L’istituto della composizione negoziata, tra l’altro, è stato recentemente riformato dal Decreto Legislativo n. 136/2024, entrato in vigore lo scorso 28 settembre (c.d. correttivo-ter), che ha introdotto, ad esempio, la possibilità di applicare la transazione fiscale anche in tale contesto (ovvero la possibilità di trovare un accordo con l'Agenzia delle Entrate).
L’istituto della composizione negoziata, tra l’altro, è stato recentemente riformato dal Decreto Legislativo n. 136/2024, entrato in vigore lo scorso 28 settembre (c.d. correttivo-ter), che ha introdotto, ad esempio, la possibilità di applicare la transazione fiscale anche in tale contesto (ovvero la possibilità di trovare un accordo con l'Agenzia delle Entrate). Alla luce di tale situazione, si può senz’altro prevedere, nei prossimi anni, uno sviluppo importante dello strumento, sia in termini quantitativi che qualitativi. Il crescente aumento del numero delle istanze, infatti, sarà probabilmente accompagnato da un uso più appropriato dello strumento, che verrà utilizzato dalle imprese per prevenire l’insolvenza e non soltanto per gestirla. L’attivazione anticipata della composizione negoziata non potrà che riflettersi sugli esiti del percorso, nel senso che si può prevedere un amento delle procedure archiviate con esito positivo. Del resto, la composizione negoziata è stata concepita per risolvere la crisi nella sua fase iniziale, quando la crisi si può definire ancora latente (squilibrio economico dell'impresa). La crescita della composizione negoziata sarà determinata, altresì, dalla professionalità degli esperti (già operativi e di nuova formazione), i professionisti indipendenti ai quali viene affidata l'attività di mediazione. L'esperienza e le nuove competenze acquisite nel tempo dagli esperti, infatti, non potranno che aumentare l'appeal verso questo nuovo strumento.
